Un dono che arriva “dai piedi”: il benessere che diventa cura

EVENTI Prendersi cura di sé può trasformarsi in un gesto prezioso per chi vive un tempo di fragilità. L’iniziativa “Un dono che arriva dai piedi”, realizzata in collaborazione con Sanirimedi, offre la possibilità di prenotare un trattamento di riflessologia plantare di 20 minuti presso il centro di via Risorgimento 149 a Garlate. Il ricavato sarà destinato all’Hospice Il Nespolo di Airuno, contribuendo a sostenere la nostra presenza accanto a pazienti e famiglie. La riflessologia plantare è un trattamento dolce e non invasivo, capace di favorire rilassamento e benessere generale. Partecipare significa concedersi un momento di ascolto e, allo stesso tempo, donare sollievo a chi affronta i momenti delicati del fine vita. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare Riccardo al 338 4154605. Un gesto semplice, che unisce benessere personale e solidarietà verso chi ne ha più bisogno.

A Merate grande successo per la tappa conclusiva della mostra “Miró, Chagall e le riviste più belle del mondo”

EVENTI Una serata intensa e partecipata ha concluso, negli spazi di Villa Lavezzari, il percorso espositivo della mostra “Miró, Chagall e le riviste più belle del mondo”, promossa dall’Associazione Fabio Sassi OdV in collaborazione con la Fondazione Comunitaria del Lecchese a sostegno della campagna “Un’altra luce, lo stesso orizzonte” per l’Hospice Il Nespolo. L’intera collezione di litografie donate dal gallerista Oreste Bellinzona – 105 opere messe generosamente a disposizione per sostenere la campagna “Un’altra luce, lo stesso orizzonte” dedicata all’Hospice Il Nespolo – è andata esaurita nel corso dell’iniziativa, un risultato che testimonia in modo autorevole e commosso la sensibilità del territorio e la forza di una comunità che sa mobilitarsi quando la cura diventa un impegno condiviso. Il Presidente dell’Associazione, Giancarlo Ferrario, ha aperto gli interventi ringraziando il pubblico per aver accolto l’invito della Fabio Sassi e ricordando come questa tappa rappresenti la naturale conclusione di un percorso iniziato a Lecco, accolto con altrettanta generosità. Ferrario ha sottolineato l’importanza della donazione di Bellinzona – «un ringraziamento di sostanza, non di circostanza» – e ha richiamato il tema cruciale del sostegno economico all’Associazione definendola «una gara di solidarietà che il territorio non ha mai smesso di correre accanto a noi». La Vicepresidente Marisa Corradini ha ampliato il quadro presentando la storia e l’attività dell’Associazione: dai quasi 6000 ospiti accolti da Il Nespolo dalla sua apertura, alle 285 persone assistite nel solo 2024, fino al supporto all’assistenza domiciliare e al lutto, ai progetti educativi e al ruolo dei più di duecento volontari che rappresentano la forza discreta e quotidiana dell’opera della Fabio Sassi. All’evento sono intervenuti i sindaci del territorio – Mattia Salvioni (Merate), Gian Paolo Torchio (Paderno d’Adda), Fabio Vergani (Imbersago) e Filippo Galbiati (Casatenovo) – con un messaggio condiviso sul valore della rete locale e sul ruolo della bellezza nei percorsi di cura. Salvioni ha ricordato come «l’arte sia parte della cura: permette di donare una carezza di bellezza anche nei momenti più fragili, e questa iniziativa ne è una testimonianza concreta». Anche Allianz Bank Financial Advisors, partner della mostra insieme a Colombo Group, ha portato il proprio contributo attraverso l’intervento di Marilena Usuelli, che ha condiviso un ricordo personale legato all’Associazione e ha auspicato che «la potenza dell’arte, dell’amore e della condivisione si trasformi in un sostegno reale per il Nespolo». Spazio poi al curatore Michele Tavola, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio nella storia e nella tecnica della litografia, definita «un’arte democratica» capace di rendere accessibile il mondo dei grandi maestri. Attraverso esempi, spiegazioni e aneddoti, Tavola ha restituito il senso profondo delle opere di Miró e Chagall: colori che parlano di libertà interiore, sogno, immaginazione. La serata è proseguita con i saluti del padrone di casa, Massimiliano Colombo, che ha espresso la propria soddisfazione nel poter offrire un contributo concreto alla causa, e con l’intervento di Oreste Bellinzona, che ha ricordato come «ciò che conta non sono le opere in sé, ma ciò che insieme riusciremo a fare per l’Hospice». Diana MacWilliam ha concluso gli interventi sottolineando un principio fondamentale: «Il Nespolo non è dell’Associazione, è del territorio: è la comunità che lo sostiene e ne garantisce il futuro». La serata si è chiusa con un rinnovato entusiasmo nella sala espositiva e con un momento conviviale. Le opere rimanenti sono state scelte dagli ospiti, contribuendo in modo significativo alla campagna “Un’altra luce, lo stesso orizzonte”, recentemente selezionata dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese nel bando “Progetti per la comunità lecchese”: un intervento che, nei prossimi 36 mesi, permetterà di migliorare gli spazi dell’Hospice Il Nespolo, restituendo comfort, accoglienza e calore a pazienti e famiglie. Una serata che ha dimostrato come, quando la bellezza incontra la solidarietà, la comunità sappia rispondere con una voce sola, trasformando un gesto culturale in un atto collettivo di cura.

La vita accanto — una giornata di ascolto, cura e comunità dedicata ai caregiver familiari

EVENTI Ci sono momenti in cui una comunità sceglie di fermarsi, ascoltare e dare nome alle fatiche e alla bellezza della cura. È con questo spirito che, in occasione della Giornata dedicata alle Cure Palliative, l’Associazione Fabio Sassi OdV e l’Associazione ACMT OdV-ETS hanno organizzato “La Vita Accanto”, un convegno dedicato ai caregiver familiari: alle mani che sostengono, agli sguardi che rassicurano, alle persone che ogni giorno vivono accanto alla fragilità. L’incontro si è svolto sabato 15 novembre 2025 all’Auditorium Comunale “Giusi Spezzaferri” di Merate e ha raccolto testimonianze, competenze e voci che hanno reso visibile il valore umano della cura. Ad aprire i lavori è stata Adele Gatti, consigliera della Fabio Sassi e coordinatrice dell’intera mattinata, che ha ricordato come “la cura sia un atto di umanità condivisa, che restituisce senso e calore alla vita fino all’ultimo istante”, sottolineando la necessità di costruire spazi di ascolto autentico per chi vive quotidianamente la fragilità. Sono poi intervenuti i rappresentanti istituzionali. Il Presidente dell’Associazione Fabio Sassi, Giancarlo Ferrario, ha espresso gratitudine verso i partecipanti e verso tutte le realtà che hanno collaborato alla realizzazione dell’incontro, affermando che “i caregiver sono eroi silenziosi che con dedizione e amore mettono davanti i bisogni dei loro cari”. Ha ricordato come la Fabio Sassi e ACMT stiano lavorando in sinergia affinché il territorio riconosca sempre più il loro ruolo, perché “senza di loro le nostre comunità sarebbero in difficoltà”. Il Sindaco di Merate, Matteo Salvioni, ha sottolineato il valore dell’evento per il territorio, affermando che “il caregiver familiare è il punto più vicino alla persona fragile e rappresenta un aiuto prezioso che dobbiamo sostenere e far evolvere grazie alla rete territoriale”. A seguire, il Presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, Emanuele Manzoni, ha evidenziato come la comunità sia “molto più delle istituzioni” e come questo convegno riporti al centro la persona vulnerabile, ricordando che anche l’ultima fase della vita è un tempo che la società deve saper accogliere. La prima relazione della mattinata è stata affidata a Virginio Brivio, Presidente di Uneba Lecco, che ha affrontato il tema “L’impegno e la fatica del caregiver oggi”, partendo dai profondi cambiamenti demografici del Paese e dal ruolo decisivo dei caregiver come “pilastri invisibili del sistema”. Brivio ha illustrato le recenti riforme legislative e le sfide che attendono la rete socio-sanitaria, chiamata a integrare servizi, tecnologie e sostegno alle famiglie in modo sempre più coordinato. Un momento particolarmente toccante è stato offerto dalla lettura teatrale “Un giorno qualsiasi”, interpretata da Consuelo, moglie-caregiver, che ha portato il pubblico dentro la quotidianità della cura attraverso una storia vera. La successiva relazione della psicologa e psicoterapeuta Francesca Arosio ha affrontato con delicatezza il tema del carico emotivo e fisico del caregiver, evidenziando l’importanza della prevenzione del burnout e ricordando che “non è la specie più forte a sopravvivere, ma quella che sa adattarsi davanti ai cambiamenti”. La tavola rotonda moderata da Annalisa Pozzi, educatrice della Cooperativa Sineresi, ha raccolto prospettive diverse e complementari provenienti dal territorio. Paola Maria Bonfanti e Sonia Iannini, infermiere di famiglia e di comunità, hanno condiviso esperienze personali e professionali, soffermandosi sui vissuti di fatica e sulla responsabilità che spesso grava sulle spalle dei caregiver, inclusi i più giovani. Barbara Cappelli, assistente sociale di Retesalute, ha richiamato l’attenzione sul lento ma progressivo riconoscimento che le politiche sociali nazionali e locali stanno attribuendo a queste figure, osservando che “per molti anni i caregiver non venivano visti”. Gennaro Quadraruopolo, psicologo e psicoterapeuta del Dipartimento della Fragilità di ASST Lecco, ha approfondito gli aspetti psicologici della cura, mentre Stefania Bolis, Direttore Innovazione e Comunicazione di ATS Brianza, ha illustrato i servizi e gli strumenti attivi sul territorio a supporto delle famiglie. La lettura teatrale “Le parole che non si dicono”, nuovamente proposta da Consuelo, ha introdotto un momento di partecipazione personale molto sentito. Il pubblico è stato invitato a lasciare un pensiero nell’installazione simbolica “La Rete della Cura”, allestita nell’atrio e accessibile durante la pausa caffè: uno spazio riservato e silenzioso in cui molte persone hanno scelto di condividere emozioni, ricordi e parole di gratitudine. Nella seconda parte della mattinata, Fabrizio Limonta, consigliere della Fabio Sassi, ha presentato i risultati di un’indagine condotta sui caregiver dell’Hospice Il Nespolo, rilevando bisogni informativi, pratici ed emotivi. Ha ricordato che “milioni di persone in tutta Europa forniscono assistenza senza preparazione, formazione o riconoscimento”, sottolineando l’urgenza di una rete più forte capace di sostenere le famiglie nella complessità della cura. Il pubblico ha poi dialogato direttamente con i relatori della tavola rotonda, portando domande, riflessioni e testimonianze personali. La giornata si è chiusa con i ringraziamenti e con un momento di profonda intensità: la lettura “Resto qui”, tratta da una lettera che Consuelo ha scritto a sé stessa che ha reso ancora più vivo il senso della cura come gesto che unisce, sostiene e ricorda. L’iniziativa si è svolta con il patrocinio di Comune di Merate, ATS Brianza, ASST Lecco, AUSER Lecco, Federazione Alzheimer Italia e Conferenza dei Sindaci, confermando l’impegno condiviso del territorio nel riconoscere il valore umano e sociale della cura. La Vita Accanto ha mostrato che la fragilità non è un luogo da attraversare da soli: è uno spazio di comunità, costruito dalla presenza silenziosa e preziosa dei caregiver e da tutte le persone che scelgono di restare accanto.   Testimonianze in Hospice: uno sguardo che diventa ascolto A chiusura della mattinata, l’intervento di Fabrizio Limonta ha portato al centro del convegno una dimensione spesso taciuta, ma fondamentale: la voce dei caregiver dei pazienti accolti all’Hospice Il Nespolo. Attraverso un questionario anonimo, compilato nei primi mesi dell’anno, è stato possibile raccogliere testimonianze autentiche sul periodo che precede il ricovero — un tempo carico di impegno affettivo, decisioni complesse, fatica quotidiana, solitudine, ma anche dedizione silenziosa. La presentazione di Limonta ha evidenziato come, dietro ogni storia di cura, vi sia un intreccio di bisogni informativi, pratici, relazionali ed emotivi che riguardano non solo il paziente, ma l’intero sistema familiare. I dati raccolti confermano la presenza crescente di patologie non oncologiche…

Un’altra luce, lo stesso orizzonte: finanziato con 100.000 euro il progetto di ristrutturazione dei serramenti dell’Hospice Il Nespolo

ASSOCIAZIONE La Fondazione Comunitaria del Lecchese ha approvato la graduatoria del Bando “Progetti per la Comunità Lecchese”, selezionando quattro iniziative ritenute strategiche per il benessere e la crescita del territorio. Tra queste, il progetto presentato dall’Associazione Fabio Sassi ODV, “Un’altra luce, lo stesso orizzonte”, dedicato alla manutenzione straordinaria e al rifacimento dei serramenti dell’Hospice Il Nespolo di Airuno, che ha ottenuto un contributo di 100.000 euro. Un risultato importante, che conferma la fiducia del territorio nei confronti dell’Associazione e dell’Hospice, luogo dove da oltre vent’anni si custodiscono con cura i bisogni delle persone fragili e delle loro famiglie. Perché questo intervento è fondamentale Nel corso degli anni, l’edificio che ospita l’Hospice Il Nespolo ha vissuto un naturale deterioramento. Dopo più di vent’anni di attività, i serramenti non garantiscono più l’isolamento termico ed energetico necessario, presentano criticità dal punto di vista della sicurezza e non rispondono più agli standard di comfort che desideriamo offrire ai nostri ospiti. Per un luogo di cura come l’Hospice, dove ogni dettaglio contribuisce al benessere della persona, questo intervento non è soltanto opportuno: è diventato una priorità. Dal 2002 l’Hospice ha accolto circa 5.800 persone, di cui 285 nel solo 2024, per un totale di 3.794 giornate di degenza. Questi numeri raccontano con chiarezza quanto la struttura sia un punto di riferimento costante per il territorio. Cosa prevede il progetto di ristrutturazione Il progetto riguarda la sostituzione completa dei serramenti, un intervento che avrà ricadute significative sia sul comfort interno sia sulla sostenibilità della struttura. Le nuove finestre e porte saranno realizzate con materiali ad alta efficienza energetica e dotate di vetri di ultima generazione, capaci di ridurre in modo drastico la dispersione termica e migliorare l’isolamento acustico. La scelta di serramenti più ampi e luminosi permetterà inoltre di valorizzare la luce naturale, rendendo gli ambienti più accoglienti e sereni — un elemento fondamentale per chi vive un periodo di fragilità. L’intervento porterà anche un importante beneficio in termini di sostenibilità, grazie alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO₂. Accanto a questi aspetti, è stato previsto un miglioramento della sicurezza e dell’accessibilità, così da garantire a tutte le persone, comprese quelle con difficoltà motorie, un utilizzo più agevole e protetto degli spazi. Un investimento per il presente e per il futuro Il costo complessivo dell’intervento è di 200.000 euro. Il sostegno della Fondazione Comunitaria del Lecchese copre una parte significativa del progetto, ma sarà indispensabile anche il contributo della comunità per completare la raccolta fondi e portare a termine questa opera così necessaria. Ogni donazione è un passo avanti verso un Hospice più luminoso, più efficiente e più accogliente per chi affronta un momento difficile della vita. Come sostenere il progetto “Un’altra luce, lo stesso orizzonte” È possibile sostenere il progetto tramite donazione alla Fondazione Comunitaria del Lecchese, indicando nella causale: “Nuovi serramenti Hospice” INTESA SANPAOLO – Milano, Filiale accentrata Terzo Settore IBAN: IT 28 Z 03069 09606 100000003286 BANCA DELLA VALSASSINA – Filiale di Lecco IBAN: IT 87 B 08515 22900 000000501306

“Aspetta, ti accompagno” – Lo spettacolo che nasce dalla cura e dall’ascolto

EVENTI   Sabato 6 dicembre 2025, alle ore 21.00, l’Auditorium comunale Giusi Spezzaferri di Merate accoglierà lo spettacolo teatrale “Aspetta, ti accompagno”, esito del laboratorio teatrale promosso dall’Associazione Fabio Sassi OdV e realizzato con il contributo del Fondo Ambiente e Cultura (Acinque Energia – Fondazione Comunitaria del Lecchese – Lario Reti Holding – Silea). Il progetto, nato all’interno delle attività di formazione e comunicazione nella cura, ha visto la partecipazione di operatori e volontari dell’Hospice Il Nespolo di Airuno, guidati da Daniela Ferranti, educatrice alla teatralità, attrice e regista. Per mesi, il gruppo si è incontrato per esplorare le possibilità del linguaggio teatrale come strumento di espressione, di relazione e di ascolto. Il palcoscenico è diventato uno spazio protetto e condiviso in cui mettere in gioco emozioni, esperienze e pensieri, trasformandoli in un racconto collettivo sulla fragilità, sull’attesa e sull’accompagnamento. Il risultato è una drammaturgia corale che intreccia voci, gesti, silenzi e presenze. Non si tratta di una semplice rappresentazione, ma di un atto simbolico e comunitario, in cui chi cura e chi accompagna si fa testimone di una dimensione universale: quella del prendersi cura della vita, anche nel suo passaggio più delicato. “Aspetta, ti accompagno” è un titolo che diventa promessa, sguardo, respiro comune. Racconta la disponibilità a camminare accanto, a condividere il tempo, a trasformare la parola “fine” in occasione di incontro. Con questo progetto, l’Associazione Fabio Sassi rinnova il proprio impegno nella diffusione della cultura delle cure palliative e nella sensibilizzazione sui principi della Legge 38/2010, che tutela il diritto di ogni persona a ricevere cure adeguate, sollievo dal dolore e accompagnamento umano fino all’ultimo istante. L’appuntamento con lo spettacolo è per sabato 6 dicembre 2025, alle ore 21.00, presso l’Auditorium comunale Giusi Spezzaferri di Merate. L’ingresso è libero. Per informazioni: volontari@fabiosassi.it  

Nuovo corso “La musica nella relazione di cura”

FORMAZIONE La cura, nei servizi alla persona, è fatta anche di ascolto: di parole, di silenzi, di emozioni che trovano espressione nei linguaggi più diversi. Tra questi, la musica ha un potere unico: quello di creare legami, evocare ricordi, accompagnare e trasformare le esperienze di chi si prende cura e di chi viene curato. È da questa consapevolezza che nasce il nuovo corso “La musica nella relazione di cura”, proposto da Fabio Sassi Ricerca & Formazione e in programma martedì 10 dicembre 2025, dalle 9:00 alle 13:00, presso l’Hospice Il Nespolo di Airuno. Un incontro esperienziale rivolto a chi lavora nei servizi alla persona – medici, infermieri, OSS, psicologi, educatori, fisioterapisti – e desidera approfondire il ruolo del suono e della voce come strumenti di relazione, presenza e benessere. Guidate dalle Dott.sse Silvia Cornara, psicologa e musicoterapista, e Giulia Tripodi, musicoterapista, le quattro ore di formazione offriranno un’occasione per riscoprire il valore del suono come “colonna sonora” della vita ed espressione profonda della propria identità. Attraverso momenti di riflessione e ascolto attivo, si esploreranno i paesaggi sonori che ci circondano, la loro capacità di accogliere o disorientare, e il significato della voce come testimonianza autentica della proprio essere e di presenza nella relazione d’aiuto. Il corso è accreditato ECM (6,4 crediti) e prevede una quota di partecipazione di 50 euro. Un appuntamento che invita a fermarsi, ad ascoltare e a ritrovare, nel linguaggio della musica, una nuova chiave per prendersi cura degli altri e di sé stessi. Info e iscrizioni: tel. 333 4737281 (da lunedì a venerdì , ore 9–14) oppure scuola@fabiosassi.it Scarica il programma

Convegni sulle cure palliative pediatriche: “Dentro la complessità”

EVENTI Si terrà mercoledì 12 novembre 2025, dalle 9.00 alle 13.00, presso l’Auditorium Pogliani (Palazzina Accoglienza, piano -1) della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori in Via Pergolesi 33 a Monza, il convegno “Dentro la complessità”, un appuntamento per guardare “dentro” l’esperienza dei bambini e delle famiglie, aperto a professionisti e operatori sanitari, volontari, educatori e decisori. L’Associazione Fabio Sassi OdV partecipa al convegno come realtà impegnata da oltre trent’anni nella promozione di una cultura della cura fondata su dignità, ascolto e prossimità. Essere “dentro la complessità” significa per la Fabio Sassi condividere conoscenze ed esperienze, contribuendo a costruire una rete capace di accompagnare ogni vita fragile con competenza e umanità. Come si accompagna un bambino con bisogni complessi e la sua famiglia dentro percorsi di cura lunghi, incerti e carichi di implicazioni emotive? Il convegno nasce per rispondere a questa domanda, mettendo al centro l’esperienza dei bambini, dei genitori e dei professionisti. Un incontro per approfondire la specificità delle cure palliative pediatriche, ambito che intreccia aspetti clinici, relazionali e affettivi, e che chiede di coniugare il rispetto della dignità e dell’autonomia del bambino con la responsabilità di proteggerlo e accompagnarlo lungo il suo percorso di vita e malattia. L’iniziativa testimonia l’impegno dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza nel promuovere la formazione e la ricerca in medicina della complessità e cure palliative, e sarà anche occasione per presentare il nuovo Centro Studi sostenuto da Fondazioni e Associazioni ETS tra cui Floriani di Milano, Faro di Torino, ACMT di Lecco e la nostra realtà associativa. Una rete di realtà che, da anni, condividono l’obiettivo di diffondere una cultura della cura capace di riconoscere nella medicina palliativa e nelle situazioni di fragilità un ambito in cui la competenza e la responsabilità del sistema sanitario e sociale si esprimono in modo pieno. Durante l’incontro verrà proiettato il documentario promosso dalla Fondazione La Migliore Vita Possibile di Padova, che racconta con autenticità e sensibilità il significato profondo del prendersi cura “dentro la complessità”.   Iscriviti al convegno