La Scuola di Formazione Fabio Sassi compie vent’anni

ASSOCIAZIONE FORMAZIONE La Scuola di Formazione dell’Associazione Fabio Sassi celebra vent’anni di attività.Un anniversario che racconta un percorso fatto di persone, progetti, collaborazioni e occasioni di confronto, nato dalla convinzione che la formazione sia una componente essenziale della cura.Fabio Sassi – Ricerca e Formazione, FSRF, è stata creata per diffondere la cultura delle cure palliative e sviluppare competenze professionali e umane nella cura delle persone fragili. Negli anni ha coinvolto medici, infermieri, operatori sociosanitari, psicologi, fisioterapisti, volontari, insegnanti, studenti e cittadini. Dall’esperienza sul campo alla formazioneLa storia della Scuola nasce insieme allo sviluppo delle attività dell’Associazione e dell’Hospice Il Nespolo.Come ricorda Emilio Zanmarchi, tra i fondatori dell’Associazione Fabio Sassi, la formazione si rivelò fin dall’inizio una leva indispensabile per mettere in comune «valori, procedure, tecniche e soprattutto obiettivi» tra tutte le persone impegnate accanto ai malati e alle loro famiglie.Da questa intuizione sono nati corsi per professionisti e volontari, progetti di sensibilizzazione, collaborazioni con il mondo universitario e un master universitario di primo livello che ha coinvolto operatori provenienti da tutta Italia.Elisabetta Imperiali, che partecipò alle prime fasi di sviluppo della Scuola, ricorda il lavoro necessario per trasformare un’idea ambiziosa in un progetto concreto:«Seguivo il sogno cercando di portarlo un po’ a terra. Ricordo i primi corsi, i contatti con l’Università e il master. Era bello vedere professionisti arrivare da tutta Italia e portare un soffio di vita anche là dove la vita si spegne».Uno dei punti di forza della Scuola è sempre stato il legame diretto tra la formazione e l’esperienza quotidiana dell’Hospice. Le domande e le situazioni incontrate sul campo entrano in aula, mentre quanto appreso durante i corsi può essere applicato nei luoghi reali della cura. Una Scuola aperta al territorioNel tempo la proposta formativa si è ampliata, coinvolgendo anche professionisti delle RSA, delle cure domiciliari e di altri servizi dedicati alle persone fragili.«La Scuola è una grande opportunità di approfondimento, ma soprattutto di confronto», spiega Valeria Marinari, referente della segreteria della Scuola di Formazione. «Permette agli operatori di mettere in relazione conoscenze, competenze ed esperienze maturate in diversi contesti di lavoro».Le collaborazioni sviluppate con gli enti del territorio hanno reso possibile una formazione sempre più condivisa e multidisciplinare, nella consapevolezza che l’approccio delle cure palliative possa offrire strumenti importanti anche al di fuori dell’hospice. Dalle scuole al cinema: costruire una cultura condivisaAccanto alla formazione professionale, la Scuola ha sviluppato numerosi progetti rivolti alla comunità.Tra questi, i percorsi nelle scuole dedicati ai temi della perdita, del lutto e della fragilità. Dall’esperienza di Hakuna Matata alle attività oggi proposte alle singole classi, l’obiettivo è aiutare bambini e ragazzi ad affrontare argomenti che fanno parte della vita, usando parole e strumenti adeguati alla loro età.I percorsi sostengono anche gli insegnanti, aiutandoli a trovare modalità rispettose e consapevoli per accompagnare gli studenti nei momenti più delicati.Un’altra esperienza significativa è CinETICA, il ciclo di cineforum che ha utilizzato il linguaggio del cinema per stimolare il confronto sui temi etici, sulle scelte di cura e sul fine vita. Il futuro della formazioneIl ventennale non rappresenta soltanto un traguardo, ma un nuovo punto di partenza.L’evoluzione dei bisogni assistenziali, delle cure domiciliari e dei servizi sociosanitari rende sempre più necessario creare luoghi nei quali professionisti, volontari e cittadini possano acquisire competenze e confrontarsi.La Scuola di Formazione Fabio Sassi continuerà quindi a investire nella qualità dei percorsi, nelle collaborazioni territoriali e nell’incontro tra sapere scientifico, esperienza e relazione.Perché formarsi significa imparare a curare meglio. Ma significa anche imparare ad ascoltare, accompagnare e riconoscere la dignità di ogni persona, fino alla fine. Guarda le video interviste