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11 Settembre 2026

EDUS: 40 partecipanti ai due incontri dedicati alla comunicazione nei momenti difficili

EDUS: 40 partecipanti ai due incontri dedicati alla comunicazione nei momenti difficili

«Maggiore consapevolezza del mio ruolo nella crescita emotiva degli studenti».

È una delle riflessioni lasciate da chi ha partecipato ai due incontri di “Ne possiamo parlare? L’importanza della comunicazione nei momenti difficili”, promossi dall’Associazione Fabio Sassi insieme ad ACMT OdV-ETS.

Una frase che racconta bene il senso del percorso: non fornire risposte pronte, ma aiutare chi ogni giorno è accanto ai ragazzi a sentirsi più preparato nell’affrontare anche quei temi che spesso mettono in difficoltà gli adulti per primi.

Durante gli appuntamenti del 7 settembre all’Istituto Greppi di Monticello Brianza e del 9 settembre a Lecco, il confronto ha toccato fragilità, malattia, perdita, lutto e comunicazione con gli adolescenti. Temi delicati, ma che fanno parte della vita e che inevitabilmente entrano anche nelle aule scolastiche.

Tra le considerazioni raccolte al termine degli incontri c’è chi ha sottolineato di voler portare nel proprio lavoro una maggiore “apertura e serenità nel parlare di tutti gli argomenti, anche quelli più difficili da affrontare”.

Un altro partecipante ha evidenziato un aspetto particolarmente importante: la necessità di creare prima un ambiente aperto, nel quale ragazzi e adulti possano sentirsi liberi di parlare, senza aspettare che sia una situazione di emergenza a rendere necessario il confronto.

È forse proprio questo uno degli insegnamenti più significativi emersi dai due pomeriggi: la relazione educativa si costruisce nel tempo, creando fiducia e disponibilità all’ascolto prima ancora che arrivi una domanda difficile.

A confermare l’interesse verso questi temi è stata anche la partecipazione: 40 persone complessivamente, provenienti da numerosi istituti e realtà educative del territorio, con professionalità e discipline molto diverse tra loro.

Docenti di lettere, matematica, scienze, filosofia, lingue, arte, religione, insegnanti di sostegno, educatori e altri professionisti hanno condiviso esperienze e punti di vista differenti.

Una varietà che mostra quanto la crescita emotiva dei ragazzi non possa essere affidata a una sola figura o disciplina, ma riguardi l’intera comunità educativa.

Per l’Associazione Fabio Sassi, i due incontri rappresentano un ulteriore passo nel percorso di educazione alla solidarietà e diffusione della cultura della cura, con l’obiettivo di portare questi temi sempre più vicino ai giovani e a chi li accompagna ogni giorno.

Perché non sempre servono le parole perfette. A volte serve soprattutto creare le condizioni perché una domanda possa essere fatta.