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22 Settembre 2026
“Aspetta, ti accompagno” a Lecco: istituzioni e territorio a confronto sui temi della cura
“Aspetta, ti accompagno” a Lecco: istituzioni e territorio a confronto sui temi della cura
Lo spettacolo “Aspetta, ti accompagno”, andato in scena a Lecco presso l’Auditorium del Centro Civico S. Pertini, ha offerto ancora una volta uno spazio per avvicinarsi ai temi della cura, della fragilità e dell’accompagnamento attraverso il linguaggio del teatro.
Accanto alla rappresentazione, la serata ha assunto anche un importante valore istituzionale grazie alla presenza di rappresentanti del sistema sociosanitario e del territorio, chiamati a condividere riflessioni sul ruolo delle cure palliative e sulla necessità di costruire una rete capace di accompagnare la persona e la famiglia nei momenti più delicati della vita.
Sono intervenuti il dottor Gianluca Peschi, Direttore Sociosanitario di ASST Lecco, il dottor Emanuele Manzoni, Presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, il dottor Emilio Minuzzo, Assessore al Welfare della Città di Lecco, e la dott.ssa Paola Manzoni, Direttrice sanitaria dell’Hospice Il Nespolo.
Presenze che hanno dato alla serata un significato ulteriore: quello di mettere in relazione il racconto portato sul palco da volontari e operatori con il lavoro quotidiano delle istituzioni, dei servizi sanitari e sociali e delle realtà del territorio.
Il tema dell’accompagnamento, al centro dello spettacolo, riguarda infatti una dimensione che supera il solo ambito sanitario. Significa parlare di qualità della vita, dignità, ascolto, sostegno alle famiglie e continuità della cura, ma anche della capacità di costruire risposte condivise tra soggetti diversi.
In questo senso, il confronto istituzionale ha rappresentato un passaggio importante per ribadire il valore della collaborazione tra ASST, Comuni, servizi territoriali, Hospice e Terzo Settore, ciascuno con competenze differenti ma con un obiettivo comune: mettere la persona al centro.
La serata di Lecco ha quindi unito due linguaggi diversi ma complementari. Da una parte il teatro, capace di dare voce all’esperienza dell’accompagnamento attraverso gesti, parole e silenzi; dall’altra il contributo delle istituzioni, chiamate ogni giorno a tradurre quei valori in servizi, percorsi e responsabilità condivise.
Un dialogo che conferma quanto la cultura delle cure palliative abbia bisogno non solo di competenze, ma anche di consapevolezza, rete e partecipazione della comunità.



